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MAGGIO 2010
Sesto assegno di Tamborini Vini
per l’acqua potabile in Madagascar
L’impegno della ditta vinicola Tamborini di Lamone con la Fondazione Suisse Madagascar presieduta da Mascia Cantoni va avanti dal 2003, anno del via della rinata Tenuta Vallombrosa di Castelrotto. Per segnare l’avvenimento del rilancio dell’importante realtà vitivinicola malcantonese l’intraprendente proprietario Claudio Tamborini decise di destinare un vino della sua tenuta quale volano per la raccolta di fondi da destinare ad un lodevole progetto su una piccola isola del Madagascar: fornire i mezzi finanziari per la costruzione di acquedotti. Detto fatto si impegnò a proporre tutti gli anni una partita di vino Vallombrosa da destinare allo scopo: bella etichetta disegnata da Mascia Cantoni ad impreziosire una bottiglia dal contenuto di livello superiore ed un canale di vendita privilegiato trovato con i grandi magazzini Manor. La rinuncia della fetta di guadagno sia da parte della ditta Tamborini sia della Manor hanno fatto il resto e finora hanno permesso di destinare la bella somma di ben oltre 80 mila franchi. Il sesto esercizio, concluso a fine 2009, ha messo a disposizione 13'638 franchi, risultato della vendita di 2'273 bottiglie che hanno fruttato il netto di fr. 6.- ciascuna.
La consegna dell’assegno è avvenuto nell’incantevole Tenuta Vallombrosa-Tamborini a Castelrotto, nel Malcantone, dove sia il produttore sia Mascia Cantoni si sono detti riconoscenti soprattutto ai clienti del vino, che con il loro acquisto favoriscono il nobile intento.
Claudio Tamborini consegna a Mascia Cantoni l’assegno con gli
introiti delle vendite del vino Vallombrosa durante l’anno 2009
Finora nell’isola malgascia di Nosy Be sono stati costruiti 16 acquedotti facenti parte di due distinti progetti, il primo terminato nel 2007 con la costruzione del primo lotto di 11 strutture. La seconda fase prevede l’approntamento di altri dieci acquedotti che verranno terminati nel 2011, con un anno di ritardo per le difficoltà sorte sul luogo soprattutto per il maltempo che ha distrutto numerose piste necessarie per raggiungere i villaggi più discosti, sia per il notevole aumento del costo di cemento e ferro necessari per la costruzione. La diciassettesima struttura, in fase di costruzione a Andrianankonko, nel nord-ovest dell’isola, sarà pronta nei prossimi mesi e darà acqua potabile ad un altro migliaio di persone, che vanno ad aggiungersi agli oltre 13 mila felici isolani che finora sono stati toccati dal lodevole progetto ticinese e che ora beneficiano di condizioni sanitarie nettamente migliorate, palesemente misurabili con la notevole diminuzione della mortalità infantile.
Sul posto i lavori sono svolti sotto il controllo dell’ingegner Fiorenzo Melera. Oltre che nel progetto “Acqua potabile per tutti” la Fondazione Suisse Madagascar è impegnata sull’isola soprattutto in attività umanitarie con interventi nel settore sanitario, in quello sociale-educativo e nella conservazione dell’ambiente.
APRILE 2010
Ultimamente, grazie all’iniziativa di uno dei nostri giovani collaborator - Luca Ostini - specializzato nelle nuove tecniche dell’informazione, alfine di una migliore identificazione della FSM e dei suoi contenuti umanitari, ci siamo tra l’altro occupati di un restyling del logo della Fondazione, cercando di renderlo più dinamico.
È pure una buona occasione per spiegare finalmente il significato di questo logo che, per diversi motivi, e non solo di tecnica grafica, ha generato parecchie perplessità. C’è stato pure qualcuno che per semplificare il tutto ha risolto la questione identificando nei tratti del logo la “M” di Madagascar, ciò che sarebbe potuto anche essere vero ma non lo è.
I viaggiatori che hanno percorso la costa nord-occidentale di questa grande isola, tra Antsiranana e Mahajanga, sono dovuti restare sicuramente a bocca aperta quando si sono trovati davanti a vaste aree costituite da strane erezioni di calcare cristallino, formatesi in seguito all’accumularsi sul fondo marino di coralli morti, conchiglie e altri invertebrati.
I malgasci chiamano questi imponenti fenomeni carsici, frastagliati in aghi, frecce e cupole, gli “tsingy”. È prendendo spunto da una scogliera di una piccola isola del gruppo delle “Mitsio”, che cade a strapiombo in mare, disegnando una cascata di lame lucenti, infuocate al magico momento del tramonto, che i fondatori della FSM si sono inspirati per sottolineare che ogni iniziativa messa in cantiere deve rispettare i valori di solidarietà e reciprocità, profondamente ancorati nelle tradizioni della terra malgascia, seguendo l’esempio di questi “tsingy”, che traggono la loro origine dalle profondità marine. È in questo senso che il restauro del logo della FSM va inteso: sì all’attività umanitaria, alla condizione di dinamicizzare l’auto-promozione di un modello di sviluppo sostenibile, rispettando obbligatoriamente l’essenza degli usi, dei costumi e delle tradizioni proprie della terra malgascia.
Come da procedura abituale, giovedì 22 aprile una delegazione della FSM si è recata a Andrianankonko per annunciare l’imminente inizio dei lavori del 17.mo acquedotto del programma “Acqua potabile per tutti” 2003-2010.
Andrianankonko è un villaggio dell’isola di Nosy Be, situato sulla costa nord-orientale, a qualche decina di metri sopra la strada principale che collega Hell-Ville alla sua punta nord.
Evidentemente la realizzazione della struttura dipende dall’accettazione di una convenzione, firmata dalle autorità comunali e i notabili del villaggio, rappresentati da un apposito comitato dell’acqua, eletto dall’assemblea generale del villaggio, contenente condizioni, doveri e diritti che gli abitanti dovranno obbligatoriamente rispettare.
In segno di buon auspicio, affinché i lavori possano iniziare quanto prima e terminare nei tempi previsti e senza causare né malattie né incidenti di sorta e che la sorgente possa dare acqua in abbondanza, durante tutto l’anno, a tutta la popolazione, il sabato seguente il decano del villaggio, accompagnato da alcuni notabili, si è recato presso la detta sorgente per praticare lo “jôro”, una cerimonia tradizionale che si celebra ogni qualvolta si dà inizio a una realizzazione di una certa importanza. Durante la stessa, grazie pure all’offerta di miele e rhum, ci si rivolge agli antenati affinché intercedano presso il Creatore per fare sì che i desideri espressi vengano accolti, ma soprattutto esauditi.
In entrambe le occasioni Fiorenzo Melera, membro del CdD e rappresentante residente della FSM in Madagascar, era sul posto per filmare l’evento, le cui immagini saranno incluse nel relativo documentario, come usanza vuole.
MARZO 2010
In seguito alla grave situazione che si è creata nella regione di Manakara, un'importante cittadina del sud-est malgascio che si affaccia sull’Oceano Indiano, provocata da un violento ciclone che ha seminato distruzione e morte e con una pioggia battente che impedisce agli insufficienti soccorsi di operare correttamente (per ora le cifre ufficiali parlano di una sessantina di morti e di numerosi dispersi, la maggior parte trascinati via dalle acque dei fiumi in piena), il Comune Urbano di Nosy Be ha indetto una sorta di catena della solidarietà per soccorrere per quanto possibile e attraverso doni in natura e, per quelli che possono, nonostante la durezza della crisi in atto, in denaro. Trattandosi di una colletta organizzata dai poteri pubblici, cioè di tutto rispetto e fiducia, la Direzione locale della FSM ha deciso di parteciparvi con il versamento di una somma proporzionata alla realtà del paese.
Il programma di base 2010 della FSM, parecchio carico, si articola nei seguenti punti:
- realizzazione di 3 acquedotti nei villaggi di Anddrianankonko, Mangirankana e Antafianambitry, oltre che naturalmente portare a termine la costruzione dell’abbeveratoio al villaggio di Ampasipohy, cosa che dipende da strutture di appoggio (diga a valle) che sono di competenza della comunità
- scelta dei villaggi per la terza fase del programma “Acqua potabile per tutti”, verosimilmente a partire dal 2012
- La collaborazione alla messa in funzione delle strutture organizzative del Centro di formazione professionale nel settore turistico e alberghiero CFTH, congiuntamente al suo albergo di applicazione Lokobe-Lodge e al loro relativo sviluppo
La preoccupante situazione socio-politica presente nel paese ha pure provocato una importante diminuzione della presenza turistica (nel 2009 -54% rispetto al 2008) e questo dato non facilita il buon governo del Centro di formazione CFTH che, secondo gli obiettivi posti, deve finanziarsi grazie agli introiti prodotti dal suo albergo di applicazione.
Ora, grazie all’aiuto da parte della nostra Fondazione (pagamento dei salari dei 3 formatori nei settori "cucina", "ristorante/bar" e "accoglienza/housekeeping"), al sostegno "una tantum" da parte della regione della Piccardia e del dipartimento dell’Oise e alla futura partecipazione finanziaria da parte dell’isola di Mayotte (futuro nuovo dipartimento francese) che in questo modo desidera assicurare una certa percentuale di giovani di quest’isola alla frequentazione dei corsi del nostro Centro, si spera di potere superare senza troppi danni questo brutto momento di crisi.
Per la fine del mese di giugno di quest’anno ci sarà l’assegnazione dei primi diplomi agli allievi che avranno terminato con successo il primo ciclo studi di due anni. Come da tempo promesso i due allievi che avranno ottenuto il miglior diploma beneficeranno di un periodo di stage di 4 settimane in Svizzera, previsto tra settembre e ottobre prossimi. Al proposito la FSM è riuscita ad ottenere la collaborazione del signor Fernando Brunner, proprietario di due strutture nella regione del locarnese (la Residenza Al Parco e il ristorante Divino). Approfittiamo dell’occasione per ringraziare il signor Fernando Brunner che, grazie pure al concorso dei suoi colleghi dell’associazione alberghiera ticinese, ci permette di realizzare questo scoop, che avrà sicuramente riflessi più che positivi per tutti gli interessati. Avremo modo di parlarne più in dettaglio al momento della concretizzazione dell’iniziativa.
Per concludere: aiutateci ad aiutare queste popolazioni che soffrono per una crisi che non hanno provocato e che non hanno nessun mezzo a disposizione per controllarla, se non quello di doverla riconoscere come tale e di sperare che un giorno forse passerà, e questa gioventù, che rappresenta il futuro, dandole, per quanto possibile, salute e istruzione affinché, venuto il momento, possa prendere in mano con competenza il destino del proprio paese, difendendo i suoi usi, i suoi costumi e le sue tradizioni da un mondo sempre più refrattario a ciò che non è nel disegno e nelle volontà di questa ineluttabile follìa chiamata globalizzazione....prima che non sia troppo tardi!
Infine una domanda intrigante: chi sarà il primo ticinese che, se gli capita di leggere le nostre news, vorrà, sensibilizzato al proposito, visitare il Madagascar e toccare di persona le rare bellezze della flora e della fauna di quest’isola-continente per il momento e per buona parte non ancora distrutte dalla cupidigia umana, e così facendo visitare pure l’albergo di applicazione del Centro, giusto alle spalle del villaggio di Ambatozavavy che, come dice una leggenda malgascia a proposito del fiume Mangoro, ma che può senz’altro essere rapportata all’acqua che l’alimenta, una volta che ci si disseta alla sua sorgente non si può che essere tentati di ritornarci, ripetutamente.
Per maggiori informazioni: cfthnb@gmail.com.
Dopo un soggiorno trascorso in Europa, Fiorenzo Melera, membro del nostro consiglio di Direzione e rappresentante FSM in Madagascar, è ora rientrato a Nosy Be per seguire i lavori programmati per il 2010. Tra la fine del mese di marzo e l’inizio di aprile cessa la stagione delle piogge e gradualmente inizia quella secca. Per questo l’attività della Fondazione può riprendere appieno, gli spostamenti diventano possibili, nonostante le piste nel frattempo si siano rovinate, e la squadra incaricata della costruzione degli acquedotti può iniziare a lavorare su terreni più consistenti.
Il signor Melera ha ritrovato un paese ancora in piena crisi socio-politica, che dura ormai da più d’un anno, ciò che provoca vieppiù una conseguente crisi economica di vaste proporzioni. Ma ciò che tuttora preoccupa è che di questa crisi ancora non se ne vede l’uscita, anche se la Alta Autorità di Transizione ha previsto per il mese di maggio le elezioni che dovrebbero ridare la legalità ai nuovi poteri pubblici. Tutti lo sperano ma molti osservatori sono al proposito pessimisti e temono un peggioramento delle difficoltà, soprattutto dal punto di vista economico, con tutte le nefaste conseguenze che si possono immaginare.
Inoltre le condizioni climatiche qui in Madagascar si evolvono alla stessa stregua di quanto succede a livello planetario, nel senso cioè che i cambiamenti avvengono in modo violento e imprevedibile, ciò che non fa che aggravare le già dure condizioni di vita di una parte della popolazione, specie quella confinata sulla costa orientale del paese, in questi periodi abitualmente sottoposta alla furia dei cicloni. A tal proposito, quello passato verso la metà di marzo sopra la regione di Manakara, una cittadina del sud-est malgascio, è stato particolarmente micidiale. Attualmente si contano almeno una sessantina di morti e un innumerevole numero di dispersi e i soccorsi, resi difficili dalle incessanti e violente piogge, purtroppo sono attualmente insufficienti, se non si tiene conto dell’aiuto effettuato con un aereo dell’esercito francese, di stanza sull’isola della “Réunion”. Stupisce constatare che simili catastrofi, se succedono in altre parti del mondo, comportano una grande eco mediatica, mentre se capitano in Madagascar fanno sì notizia, ma limitatamente al livello nazionale... così va il mondo!
GENNAIO 2010

La FSM augura a tutti uno splendido nuovo anno
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